4.7.11

Leggo e rileggo

"Ma è piuttosto,
il tempo di
applicare
rimedi che
non di emettere
lamenti"

-Eppure scrivo
"metodi"
, e poi mi correggo!-.

Quanto tempo prima di capirla,
ma poi non così tanto.
Tre anni, perché della differenza?

Lí, rimedio.


Oppure, la prassi.
Così la nuova stagione
scaccia i torpori dell'inverno.

Con l'arrivo di nuova vita.
Presente.

3.4.08

E si il mio silenzio è eloquente. Sono leggermente sospeso. Il presente scivola come la rugiada su i fili d'erba, la mente rimane impassibile e si fa poco partecipe. Sono riflessivo, forse in empasse. Aspetto di capire cosa mi aspetto dal futuro e attendo di sapere quali strade si apriranno. Ora, per adesso, non posso che abbracciarti e farti sapere che ho un sacco di cocci da ordinare e di cui mi domando cosa fare. Volevo risponderti. Ecco tutto farti sapere che ci sono.

S.

25.3.08

"Ma è piuttosto il tempo" essa dice "di applicare rimedi che non di emettere lamenti"
Boezio, De consolatione philosophiae (523 ca)
un grande abbraccio,
simo

17.1.08

no, non è per incuranza... il filo lo tessiamo, lo abbiamo tessuto, e bene o male abbiamo sempre cercato di tesserlo attingendo ai colori che ci appartenevano. sono felice di ciò che scrivi su questo luogo, vuol dire che un po' siamo anche riusciti a intercciarlo quel filo... condivido l'allegria : è uno stato d'animo che comincio solo a ritrovare, e riscopro, assieme al dolore, sul terreno lasciato libero dalla dalla quasi simultanea disparizione dalla mia vita di euforia e angoscia. non ho mai smesso di pensare a questo nostro percorso con affetto : è un fragile tracciato su un foglio di carta molto sottile, sincero e allora delicato. Per ciò che è di noi, ... e allora non posso che associarmi al tuo augurio.

inizio febbraio ho qualche giorno di vacanza, spero di poter scendere in ticino :-)
purtroppo però (grazie, grazie tante, Calvino!) a carnevale lavoro :-(
un caro abbraccio
simo

10.1.08

Non ci siamo incrociati, il tuo compleanno, il capodanno in leventina. Non credo sia per incuranza, penso siano le strade dell'esistenza. Oramai lontani e in luoghi così distanti, ma forse è questo che dicevo tra le righe quando ti proposi di riprendere il filo con questo anfratto nel oceano tecnologico. Tu sei una delle poche persone a cui posso porrei i miei interrogativi. Quelli che silenziosamente custodisco e che non posso esprimere a nessuno. Sarà la difficoltà del pensatore di ogni tempo, forse. Forse, ma le cause potrebbero essere svariate...non mi dilungo...Io penso che questo ci tenga ancora vicino, e quindi spero che questo sia il migliore degli auguri per noi e per il nostro futuro. Non trovi che nella sua oscurità e precarietà, intendo il futuro, possa essere un motivo di allegria, questo luogo? Per ciò che è di noi.

Viva la mestica esistenziale, è ora di dare una mano di colore al potere, oggi è troppo grigio.

o se preferisci

Artigiani di tutto il mondo, siate.
S.

28.3.07

Caro Simone,
sono orgoglioso che tu abbia oramai concluso, ma mi rammarico di non averne letto neanche una frase, un argomento. Sarà sicuramente anche colpa mia, ma voglio congratularmi ancora.

Sinceramente vostro

Selva Pietra Otto

22.1.07

in questi giorni sto finendo la scrittura della tesi, chiuso nel mio studio ginevrino. a nairobi, si sta svolgendo il world social formum (http://wsf2007.org/). e se fossimo tutti nel posto sbagliato? c'è chi probabilmente lo pensa. facciamo del nostro meglio, siamo dove possiamo...tutto ciò è solo espressione di un certo malessere soggettivo? e il malessere altrui, in che misura ci concerne? espressione di un malessere comune?

un bel casino... forse posso salvare un'idea: ci sono domande che possono essere fuori luogo, se chi se le pone è altrove.

:-/ simo